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lunedì 6 luglio 2009

Hai incontrato un Bastardo? Ridici su con la Reggiani

Ogni donna nella sua vita ha incontrato un "bastardo". Il difficile, però, non è sopravvire alla catastrofica unione, ma riuscire a riderci su. Ed è a questo delicato punto che, in soccorso delle donne tradide e abbandonate, arriva "Bastardi" ironica trasmissione al limite del geniale condotta su Comedy Central (pacchetti Sky) da Francesca Reggiani.

Il nodo centrale dello show è semplice: in ogni puntata una donna racconta davanti alle telecamere la sua disavventura amorosa. A dipanare la vicenda ci pensano le divertissime ricostruzioni fiction realizzate da attori che "mimano" la love story (le scene infatti sono prive di dialoghi) facendo rivivere incontri, tradimenti e primi baci. Ed è proprio nei filmati muti e nell'esasperazione dei gesti e delle espressioni del viso che si nasconde il segreto dell'esorcismo sentimentale che il programma vuole buttare sulle storie finite male: anche il più sordito tradimento e le gesta del peggiore dei "Bastardi" nelle riscostruzioni assumono contorni ridicoli (ma senza mai sminuire il dolore) e infantili, mostrando tutte le debolezze dell'essere umano. Il tutto è coadiuvato con sapienza dalla Reggiani che ispirandosi a trasmissioni dedicate al mondo del crimine come "Blu Notte" analizza reperti come regali e lettere.

Grande protagonista dello show il "Bastardometro" sorta di termometro che misura il livello di cattiveria del gentiluomo di turno. Ogni storia si conclude con un'avviso che mette in guardia le donne in ascolto delle pericolosità dell'uomo protagonista della vicenda, ma soprattutto con la costruzione di quello che sarebbe stato il futuro della malcapitata se fosse rimasta assieme a tale "deliquente amoroso". Un avvenire che ovviamente si preannuncia sempre come peggiore dell'abbandono che la donna sta superando nel presente.

Una trasmissione, insomma, semplice e leggera ma capace con intelligenza e senza sconfinare nel patetico di prenderci in giro e lenire il dolore con una risata. Perchè, come ricorda alla fine di ogni puntata la Reggiani: "Le cose è meglio saperle prima".

domenica 6 luglio 2008

Hugh Hefner il re di Playboy

Interessante destino è toccato (o meglio dire si è costruito abilmente) a Hugh Marston Hefner imprenditore e magnate dell'editoria, meglio conosciuto come il papà di Playboy la rivista erotica più famosa e copiata del mondo, diventato miliardario grazie al potere della “tetta in copertina” ma finendo per assumere il ruolo di uomo oggetto “sfruttato” da attrici e modelle e in cerca di gloria. Il potere di Hef (come lo chiamano gli amici) è fortissimo: è sufficiente una sola apparizione su Playboy per vedersi catapultare dall'affollato mondo delle sconosciute a quello molto più esclusivo dello show biz americano. E negli oltre 50 anni di storia della rivista di fortuna il buon vecchio Hugh ne ha fatta e ne ha portata tanta: nelle sue sapienti “grinfie” sono passate niente di meno che Marylin Monroe (protagonista ancora sconosciuta della copertina del primo numero di Playboy) Jane Mansfield, Charlize Theron, Madonna, Drew Barrymore, Pamela Anderson e tante tante altre ancora. Inutile dire che molte fanciulle in cerca di fama vedono in Hefner (è lui stesso infatti a scegliere ogni ragazza protagonista di un servizio fotografico) una sorta di totem dispensatore di gloria. Ancora più superfluo aggiungere che migliaia di donne fanno la gara per gettarsi ai piedi ed entrare nelle grazie di questo signore che nonostante abbia superato gli 80 anni non ha nessuna intenzione di mettersi da parte. 

Dotato di un quoziente intellettivo sopra la media e cresciuto negli ambiente puritani (questo potrebbe spiegare molte cose...) Hefner costruisce passo dopo passo il suo cammino verso la gloria. Dopo aver conquistato una buona conoscenza dei sotterranei dell'animo umano grazie ad una brillante laurea in psicologia, combatte per l'esercito americano dove a fianco degli allupati soldati inizia a pensare al suo progetto. Finita la seconda guerra comincia a darsi da fare: il primo numero di Playboy esce nel 1953 e la ragazza protagonista del servizio principale (battezzata da lui Playmate ovvero compagna di giochi, tradotto in italiano con coniglietta) una sconosciuta e sensualissima Marylin Monroe. E con il sorriso ammiccante di Marylin sdraiata su un panno rosso la rivista del coniglio (simbolo scelto personalmente dal fondatore per sdrammatizzare l'impatto sessuale) diventa uno dei marchi più famosi della storia ed il primo magazine in assoluto a pubblicare fotografie erotiche, tanto che Hefner più di una volta ha sottolineato il suo contributo nel scatenare la rivoluzione sessuale che ha gettato le basi della nostra società attuale. 

Puntando su fotografie sexy ma non volgari (soft core), ironia e gli assegni che Hefner offre alle star per posare nude o quasi sul suo giornale, Playboy diventa in breve tempo un impero economico presente in tutto il mondo. Definita rivista erotica di classe per eccellenza supererà senza difficoltà il proliferare dell'industria del porno e delle riviste che puntano su immagini più strong, raggiungendo uno status di sexy eleganza mai eguagliato. Alle foto delle donne Hefner ha affiancato interviste molto approfondite ed argute a personaggi di primo piano come Fidel Castro, Malcom X, Martin Luther King e Robert De Niro firmate dai principali nomi del giornalismo mondiale. Fondamentali ovviamente le playmate, diventate nell'immaginario collettivo quasi figure mitiche, che Hefner sceglie personalmente e che quasi sempre sono bionde, prosperose e giovanissime e a cui, cosa molto particolare nel mondo dello show biz, rimane spesso affezionato (una delle sue frasi preferite è “Coniglietta una volta coniglietta per sempre”) aumentando di anno in anno il suo esercito di “amichette” pettorute. 

Ma il furbissimo Hefner fa di più e consapevole del forte carisma della sua figura nel 1960 costruisce il proprio mito con la magione di Playboy: una mega villa a Beverly Hills dove va a vivere assieme ad alcune delle sue fidate conigliette che nel corso degli anni si alternernano dando vita, a colpi di feste e bikini sempre più ridotti, ad un harem formoso sogno proibito della maggior parte degli uomini del mondo. Un modo di vivere estremo e discutibile che poco o nulla premia le abilità intellettuali della donna proposta come un piacevole giocattolo sessuale. Un circolo di “sfruttamenti” dove Hefner approfitta della bellezza ed esteriorità delle sue donne ma dove a sua volta viene “sfruttato” come calamita per la facile celebrità. Quello che è certo è che ormai ottantenne il papà di Play boy non finisce di stupire: protagonista di un reality girato nella sua magione, ha recentemente affermato di volere un figlio dalla sua compagna più giovane di 56 anni, e di essere un grande fan del viagra. Sulla pillola blu ha infatti commentato: “Così come la pillola, negli anni Sessanta, ha liberato le donne dall´incubo della procreazione non voluta il Viagra ha permesso agli uomini più anziani, e a quelli con qualche handicap, di colmare il divario tra desideri e realtà." Bè non male Hef...


domenica 29 giugno 2008

E l'uomo inventò la televisione e disse: "Donna tu zitta starai"




In principio erano le varie Nicoletta Orsomando, Rosanna Vaudetti e Fulvia Colombo, le cosiddette "Signorine Buonasera", che ogni giorno,
dall'avvento della televisione in Italia nel 1954, annunciavano i programmi Rai della serata. Sorridenti, garbate e soprattutto mai una parola fuori posto, rappresentavano l'ideale di moglie per l'Italia degli anni '50. Una bellezza della porta accanto che mai doveva strafare e soprattutto turbare gli animi delle famiglie italiane. Al bando quindi, trucco pesante, scollature e qualsiasi tipo di volgarità, anche se questo voleva dire tenere a bada l'esuberanza mentale e fisica. Passera alla storia la vicenda del seno dell'Osomanno definito dai censori della Rai troppo invadente, tanto che l'azienda la obbligò a nascondere parte della scollatura con una rosa. In realtà quell'invadente bocciolo inserito nella camicetta della “Nicoletta nazionale” aveva la sola funzione di attirare maggiormente l'attenzione dello spettatore nel decoltè dell'annunciatrice, ma mamma Rai non la pensava così quindi che rosa sia...
Negli anni immediatamente successivi all'esordio italico della Tv la figura della donna sul piccolo schermo si evolvette (se così si può dire) dando al gentil sesso la possibilità di non annunciare solo i programmi ma di farne anche a parte, pagando, però, lo scotto di rimanere muta. Ne sono un esempio le vallette senza corde vocali di Mike Buongiorno (vedi la bionda Edy Campagnoli in “Lascia o raddoppia”) diventate miti nell'immaginario collettivo spesso proprio per il fatto che muovevano la bocca solo per sorridere.
Anche nei decenni a seguire il buon Mike difficilmente abbandonerà il clichè della cara e sicura presenza decorativa delle donna elevando in casi eccezionali(un esempio è stata l'ultima litigiosissima conduzione di Miss Italia
con Loretta Goggi) la partner al suo livello.
Rara eccezione di presenza “attiva” nella televisione italiana degli anni cinquanta è stata Delia Scala, eclettica ed intelligente attrice e soubrette passata alla storia per una trionfale edizione di “Canzonissima” condotta nel 1959 assieme ai colleghi Nino Manfredi e Paolo Panelli. Dotata di fascino ed incredibile senso dell'umorismo il pubblico la adorava a tal punto che la Rai nel 1961 le affidò uno show tutto suo il “Delia Scala show” seguito qualche anno dopo dal “Delia Scala story”. Fu lei a sdoganare in televisione il ruolo dell'attrice comica sfatando il mito della bonazza che fungeva solo da spalla o pretesto al divo di turno per lo sketch umoristico, dando vita assieme a Lando Buzzanca alla prima sit com della storia della televisione italiana. Intanto lo spettatore italiano cominciava pian piano a spasimare per 2 paia di lunghissime gambe, quelle delle gemelle Kessler protagoniste di show di primo piano della Rai dove, accogliendo gli ospiti famosi, deliziavano il pubblico con i loro balletti anche se l'azienda aveva obbligato le ballerine a mascherare le seducenti gambe con pesanti calze nere. Alice e Elen Kesslerr rappresentarono per la televisione italiana una presenza elegante a lungo rimpianta dai nostalgici ma sempre di contorno e d'appoggio al conduttore UOMO, all'attore UOMO, e al comico UOMO. Negli anni Settanta la televisione si incammina verso la conquista del colore ma un po' meno verso la parità dei diritti. E se Mike Buongiorno rimane uno dei mattatori a 20 pollici accompagnato immancabilmente da vallette dalle gonne sempre più corte (come la loro lingua) nel panorama televisivo si impone una figura femminile che da semplice ballerina scalerà l'olimpo di viale Mazzini diventando una delle persone più potenti dello showbiz italiano ed europeo: Raffaella Carrà. Bionda, bella, sempre allegra ed in movimento la Carrà stregherà letteralmente il pubblico italiano che dapprima ne apprezzerà le doti fisiche, l'allegria e il celeberrimo ombelico, ma in seguito sarà conquistato dai modi di fare un po' leziosi ma mai volgari della romagnola che, passo dopo passo, scalzerà i compagni maschi dal ruolo di reucci conquistando uno spazio da protagonista nella televisione italiana e prima artista del piccolo schermo in assoluto a diventare un idolo in molti paesi stranieri come Spagna ed Argentina. Passano gli anni ma la Carrà con intelligenza e sapienza ha saputo reinventarsi diventando beniamina dei bambini, regina del varietà e dei quiz e maga della televisione dei sentimenti e dei sogni facendo diventare il pubblico protagonista assoluto delle storie che racconta. Inutile dire che senza di lei non ci sarebbero state le varie Simona Ventura, Lorella Cuccarini, Maria de Filippi ed Antonella Clerici considerate signore incontrastate della televisione. Figure che rimangono gocce nel mare se paragonate all' esercito di veline, letterine, schedine, vallettine, ect che dominano il piccolo schermo in silenzio e a colpi di seno e sedere credendo che solo così si possà conquistare la gloria eterna. Dai casti e puri anni cinquanta molto è cambiato ma solo una cosa è rimasta invariata in oltre 50 anni di storia televisiva: tu donna in Tv apparirai ma zitta starai....
Continua...