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martedì 6 maggio 2008

Tamara Rojo e Silvia Azzoni: Italia e Spagna unite nella danza

Tamara Rojo e Silvia Azzoni, una italiana e una spagnola, hanno ricevuto uno dei maggiori riconoscimenti possibili nell'ambito della danza classica, consegnato inoltre durante una cerimonia nel tempio del balletto mondiale: il teatro Bolshoi di Mosca. Le due ballerine, la Rojo, attualmente prima ballerina del Royal Ballet di Londra, e la Azzoni, dell' Hamburg Ballet dal 2001, hanno ricevuto il Benois de la Danse 2008. La vittoria del premio da parte di una italiana sottolinea la continuità della nostra cultura da sempre legata a questo ambito artistico, che l'Italia ha contribuito ad alimentare e plasmare, nel corso dei decenni, con l'appoggio di una tradizione accademica solida e di scuole storiche come quella delle Scala di Milano. La presenza di una spagnola, Tamara Rojo, apre le porte alla Spagna, da meno tempo nell'ambiente del Ballet, che negli ultimi anni sta dimostrando di possedere grandi professionisti, artisti e soprattutto accademie in grado di formare corpi nuovi e di notevole valore artistico. Nonostante il prestigio del premio e degli illustri nomi della giuria, tra i quali anche quello di Alessandra Ferri, altra eterea figura del balletto italiano, non ho avuto modo però oggi di trovare riferimenti a questo evento nella nostra lingua, se non in riviste specializzate. Per ora vi allego l'articolo in spagnolo  qui e per il resto, "domani è un altro giorno", magari anche un altro giorno d'informazione sul tema. Il fatto che la Azzoni non lavori in Italia spero non sia un freno alla sua celebrazione. 

Di seguito due brevi frammenti che hanno per protagoniste le due vincitrici. Silvia Azzoni durante uno spettacolo:

E una sessione di Fouettes doppi di Tamara Rojo, veramente eccezionale, prova della perfezione tecnica di una ballerina classica. Questo passo è considerato l'esame di maturità per una danzatrice:

domenica 27 aprile 2008

Miss Aniela, musa di se stessa.


La protagonista di questa immagine ha solo 21 anni, ma ha già avuto il riconoscimento degno di una veterana della fotografia. Miss Aniela è modella e fotografa e da quando ha deciso di essere imprenditrice di se stessa la sua carriera non è che migliorata. Le muse non sono più quelle di una volta, ora sono anche artiste. A conferma di ciò è il successo che le foto di questa giovanissima hanno riscosso inaspettatamente. Tutto è iniziato con un blog in cui Natalie Dybisz, in arte Miss Aniela, ha inserito le sue foto. Poco a poco, dall'Inghilterra, queste immagini hanno iniziato a fare il giro del mondo, giungendo in Spagna dove la modella-fotografa ha allestito una mostra in piena regola. Le sue opere, nella galleria Cámara Oscura, il cui allestimento è stato inaugurato il 17 aprile a Madrid, sono nate on-line, votate e commentate da centinaia di utenti in www.flickr.com, un portale di internet che le ha viste nascere. Ma la cosa sorprendente è che il lavoro di questa artista inglese, non è proprio quello che si definisce "da quattro soldi" se non altro per la quantità di articoli scritti da giornali quali la Repubblica, El PAIS , BBC, per citarne alcuni. Questa ricerca provocatrice della sensualità è stata accusata di pornografia e di irriverente nei confronti della donna dalle femministe punto su cui l'artista non sembra essere d'accordo, visto che, sottolinea la Dybisz, la centralità della donna nei suoi scatti è evidente. Per evitare ogni tipo di critica scontata consigliamo ad ognuno di creare il proprio giudizio direttamente entrando in contatto con le opere in questione: on-line qui, o nella galleria Cámara Oscura direttamente a Madrid (C/Alameda 16, Madrid).

lunedì 28 gennaio 2008

Amazonas del arte nuevo, Fundación Mapfre, Madrid.















Madrid è nuovamente la terra promessa femminile: la Fundación Mapfre accoglie una sorprendente raccolta di opere d'arte create da mani di donne.
Calle General Perón, entrata libera, tutti i giorni dalle 10:00 alle 21:00 e il lunedì, la domenica e i giorni feriali dalle 14:00 alle 21:00, una selezione delle pittrici che hanno lavorato dalla fine del XIX secolo agli anni quaranta del secolo scorso. Citando Frida Kahlo o Tamara de Lempicka, si riesce a dare l'idea dell'importanza di questa mostra, che non si ferma di fronte ai nomi più popolari, ma amplia la visione dello spettatore, risaltando un grande numero di donne legate alla pittura, molto spesso passate inosservate o rimaste nascoste dall'operato dei mariti, quale per esempio la produzione artistica di Sonia Delaunay.
Per la prima volta, è stata allestita una recopilazione di pezzi d'arte di 40 creatrici, che gli ideatori della mostra, Pablo Jiménez Burrillo e Joseph Casamartina, hanno raggruppato solamente dopo aver visitato e cercato tra collezioni private, musei ed istituzioni, dimostrando che si può fare storia dell'arte anche tralasciando, temporaneamente, gli autorevoli protagonisti maschili del XIX e XX secolo.


Madrid está al lado de la pintura de las "amazonas": la Fundación Mapfre nos propone, hasta el 30 de marzo, una exposición que recorre, desde el final del siglo XIX hasta los años cuarenta del siglo pasado, la producción femenina sobre lienzo. En la calle General Perón, de Madrid, la exposición, con entrada libre, está abierta todos los dias desde las 10 de la mañana hasta las 9 de la noche, y de 14:00 a 21:00 los lunes, los domingos y todos los días festivos. Una recopilación de obras femeninas de pintoras de la talla de Frida Kahlo y Tamara de Lempicka acompañadas de otras artistas de la escena internacional, empezando por Sonia Delaunay y por aquellas pintoras que lograron dejar huella, aunque tuvieron que estar a la sombra de sus maridos y de los artistas masculinos que dominaban la escena artistica de la epoca.