sabato 12 luglio 2008

Donna contro donna

Perché l'odio delle donne si riversa sempre contro altre donne? Questa è la domanda, affatto semplice, di un'attenta lettrice che dopo aver visto il nostro articolo, Una vendetta al gusto cacca, ha voluto farci riflettere sul problema esortandoci a riprendere l'argomento della violenza di donne su donne. Nannarella si è subito attivata e ha trovato un saggio molto interessante, scritto da Phyllis Chesler, intititolato appunto Donna contro Donna, in cui l'autrice studia e analizza la rabbia femminile spesso canalizzata contro le proprie simili senza che tale rivalità venga ammessa, mai, apertamente. Ed è dura, infatti, ammettere il proprio odio verso un'altra donna, ma leggendo questo testo si scopre quanto ci sia di animalesco in noi. L'investigazione sottolinea l'importanza dell'osservazione dei primati femmine (animali in molti comportamenti simili, se non identici a noi) per comprendere pienamente l'essere umano. A partire dal parallelismo primate/donna si dimostra quanto sottile e spietata riesca ad essere una femmina con le proprie compagne soprattutto quando deve difendere ciò che le appartiene (un maschio, per esempio, o uno spazio di lavoro, di studio ecc.). Risaputa, infatti, l'usanza di molte suocere: quella di rendere la vita impossibile alle nuove arrivate, le mogli dei loro figli, che in alcuni casi, e non sono pochi, perdono la vita proprio perché non sono accettate dalle mamme dei loro mariti. E questo è solo uno dei moltissimi esempi che provano la manifestazione dell' odio femminile nei confronti di altre femmine.
Degno di nota, nel testo, è il passaggio che descrive la capacità della donna nello screditare socialmente il prossimo, principale strategia d'attacco e difesa in caso di minaccia. Se l'uomo è più aggressivo - basta pensare ai bambini, che non smettono mai di malmenarsi durante le ore di ricreazione - le donne distruggono il "nemico" o meglio la nemica "uccidendone" l'immagine con abili discorsi, cancellandone il prestigio sociale, isolandola. Insomma, escludendo la persona ostile, facendole terra bruciata in torno. 
E questo è solo l'inizio di un testo ricco di esempi concreti che l'autrice sviluppa contrapponendo comportamenti di donne appartenenti a varie società: africana, statunitense, dell'Europa del nord. Ma anche dal diverso livello culturale, economico e religioso. Insomma uno studio a tutto tondo capace, forse, di renderci un po' più buone con "la nostra compagna di banco" e scoprire la parte occulta della nostra natura: non sia mai che serva a migliorala!

3 commenti:

Silvia ha detto...

Sapete, io francamente non comprendo questa "rivalità" tra donne: la trovo addirittura deleteria, dannosa e controproducente! Credo che sia terribilmente sbagliata...

La Rampante ha detto...

è orribile! Le violenze sulle donne in molti casi sono atroci e avvengono per mano di atre donne, spesso delle suocere. Omicidi tra le mura domestiche, basti pensare all'India, e se no maltrattamenti quotidiani. Conosco una ragazza albanese che scappò dalla casa del marito perché oltre alle sue botte doveva lavare i piedi alla suocera e fare da schiava a tutta la famiglia. Solo superando tante umiliazioni, e sopravvivendo, avrebbe potuto un giorno fare altrettanto con la sua futura nuora...è scappata!

Silvia ha detto...

E' una storia terribile... spero che come lei, tutte le altre donne possano sottrarsi a tale giogo.