domenica 6 aprile 2008

Trasgressione (1). Spirito femminile.


Dal film di Pedro Almodovar, "Tacones lejanos", l'interpretazione di Miguel Bosé è un degno omaggio alla mitica e intramontabile Mina. La voce è di Luz Casal, sotto la parrucca un uomo, ma la performance, di una sensualità che solo poteva essere figlia della Movida madrilena, è tutta al femminile. Non è una scelta casuale visto che proprio la Movida è stata la protagonista del Ballo della rosa celebrato a Monaco, vicina di casa della nostra città natale, Sanremo. Una scelta un po' forzata? Forse, ma  non potevo che cogliere l'occasione e inneggiare a tali anni rivoluzionari, trasgressivi, perversi, eccessivi e aggiungo anche decadenti, ma che pur essendo estremi sono stati tappa di emancipazione e libertà comparabili ai primi anni del 900 parigini per lo meno quanto a spirito e colore. In Spagna ci sono voluti ottant'anni in più, ma il risultato non è stato poi così male. In questa terra ultimamente si va a tutta birra, bastava solo ingranare la marcia: dopo la dittatura, durata 39 anni, il popolo spagnolo si è mosso velocissimo verso il futuro per raggiungere il resto d'Europa e, a quanto pare, sta ottenendo ottimi risultati. Contando che nel 1974 due fidanzati non potevano baciarsi per le strade in pubblico, pena multe salate o addirittura il carcere, facendo raffreddare i bollenti spiriti a chiunque, compreso ai quotatissimi matadores spagnoli, il fatto che negli anni 80, solamente 6 anni dopo, nei bar e locali della capitale si potesse assistere a spettacoli quale il protagonizzato da Bosé, rende l'idea del rapido movimento libertario della penisola. Spero possiate apprezzare quindi questo spezzone del film e riflettere sull'importanza che ha avuto la libertà sociale e la fine del regime su quella della donna e della femminilità, su come l'essere femminile possa utilizzarsi sotto migliaia di forme e non sia legato solamente ad un fattore biologico e sugli effetti che tutto ciò ha avuto sulla contemporaneità della Spagna, ora sempre più preoccupata per la condizione della donna e per il raggiungimento della parità tra i sessi. Lascio aperto questo discorso che non finisce qui: prossimamente lo riprenderò sotto un altro punto di vista che spero porti ad un vivace dibattito tra voi lettrici, per ora riflettete su questo...   

2 commenti:

Sara ha detto...

Credo che in Italia dovremmo preoccuparci molto di più della parità dei sessi che, ipso facto, è esplicitamente osteggiata. Peggio ancora, mi sembra di notare che le stesse donne al potere siano (ahinoi) molto legate alla loro oligarchia...
Baci baci

La Rampante ha detto...

In Italia ogni forma di unione non consacrata dal sacro vincolo del matrimonio è osteggiata e ogni forma di vivere la sessualità al di fuori della prestabilita è motivo di timori. Si teme una disgregazione dei costumi e delle tradizioni e di conseguenza è molto forte la pressione sociale e l'attaccamento alle bellezze del passato. Non so se sia un bene o un male, ma purtroppo questo atteggiamento impedisce spesso sviluppi anche in altri settori, al di fuori da quelli puramente ideologici che alla fine non ci danno da mangiare, e che a noi giovani interessano forse di più come per esempio avere un lavoro che ci permetta di sopravvivere, o una piccola casetta in affitto pagabile.