venerdì 4 aprile 2008

Spagna e quote rosa.

Negli ultimi giorni la Spagna è stata alle prese con la ridefinizione dei componenti principali di PP e PSOE, i partiti con maggior numero di consensi e con le elezioni per il rinnovo del Parlamento dove è stata messa alla prova la legge d'uguaglianza promossa dal Partido Socialista Obrero Español di Zapatero, senza il consenso netto dei conservatori, con la quale si introducono nuovi diritti, sociali e del lavoro, legati all'appartenenza di genere. Le aziende con un numero superiore ai 240 dipendenti dovranno negoziare piani d'uguaglianza di genere e i consigli di amministrazione delle aziende più grandi del Paese avranno 8 anni di tempo per contare nell'organico almeno il 40% di rappresentanza femminile. La legge si batte per l'ampliazione del permesso di maternità, per i casi di parto prematuro e quelli in cui il nascituro è costretto alla permanenza prolungata in ospedale dopo il parto. La svolta rivoluzionaria, giunta dalle file socialiste è anche concedere un permesso di paternità ai neo papà, sottolineando l'importanza sempre maggiore attribuita al rapporto padre figlio. Infine, non meno significative, visto che la società vede crescere sempre di più il numero di donne imprenditrici, sono previste agevolazioni per le lavoratrici autonome attraverso l'esenzione dal pagamento della Seguridad Social (Servizio sanitario) e il sussidio alla maternità per le madri minori di 20 anni (anche se ahimè direi sono molto poche), il tutto unito allo sforzo di promomuovere la parità dei sessi in ambito lavorativo e nei diversi settori del mondo del lavoro e non solo. Ovviamente questa legge molto importante risulta ancora lontana dalla realtà, visto che una parità numerica tra rappresentanti politici femminili e maschili è distante. Nonostante la Camera dei Deputati non abbia registrato un incremento femminile, ma al contrario una leggera discesa, ci sono stati dei segnali positivi dalle file dell'opposizione, inizialmente critica sulla legge di uguaglianza, con la scelta del Presidente del Partito Popolare, Mariano Rajoi, della portavoce nel Congreso: una brillante conservatrice e giovanissima avvocatessa di 36 anni, Soraya Sàenz de Santamaría, che in brevissimo tempo è giunta al posto numero tre nella graduatoria del partito, con una grinta degna di una vera lottatrice e un'intelligenza tagliente molto, molto pericolosa. Nonostante le quote rosa non abbiano tuttavia raggiunto numeri considerevoli agli alti vertici, non si può negare che quello spagnolo sia un modello invidiabile quanto a donne politiche, (o per lo meno quanto a impegno) visto che si possono contare alla vice presidenza della Camera -Teresa Cunillera (PSC) e Ana Pastor (PP) - alla vice presidenza del Governo - Maria Teresa Fernandez de La Vega - oltre alla notevole rappresentanza di donne tra i Ministri, 7 su 16. La politica, nell'ultimo secolo lontana dalla vita femminile che verteva solamente intorno al nucleo familiare e alla vita privata e intima della famiglia, si apre sempre di pù alla alle donne in alcuni Paesi più di altri, ma pur sempre senza passare inosservata. Rappresentanti internazionali quali Hilary Clinton, Angela Merkel, Fahmida Mirza o la assassinata Benazir Bhutto, che ammiriamo indistintamente dal Partito Politico d'appartenenza, consapevoli che il loro genere sia sicuramente stato un "ostacolo" in più rispetto ai colleghi uomini, non fanno che aumentare le file delle donne in Politica che speriamo siano sempre più numerose e attrarre la nostra ammirazione.

9 commenti:

Sarina ha detto...

Speriamo che questa legge possa essere ad esempio anche per gli altri paesi (Italia in primis) soprattutto per quanto riguarda la maternità che sembra essere un diritto sempre più negato. Per quanto riguarda la politica credo che ancora tanta strada debba essere fatta. Nella provincia d'Imperia le candidate donne in tutti gli schieramenti alle prossime elezioni sono solo 3...

Il Rampante ha detto...

Creo que es muy facil hablar de igualdad en politica y demas pero el problema lo encontramos en el mundo de la empresa privada. Dos anecdotas:
1) hace poco fui como organizador a una convencion de directivos y la estadistica era 350 hombres 25 mujeres (no exagero)
2) hay grandes empresas donde la sala del Consejo de Administracion solo tiene un baño. De hombres por supuesto (se dice el pecado pero no el pecador...)

Es sobre esto que tenemos que reflexionar....

Silvia ha detto...

Io per curiosità ho contato il numero di candidate nelle liste elettorali di ogni partito... beh, mi sono venuti i capelli bianchi! C'è ancora così tanto da fare per giungere alla parità di trattamento tra i generi... e lo scenario politico (specie italiano) è solo lo specchio di quanta strada, ahimè, ancora c'è da percorrere. Ma il mio sogno è che si possa finalmente giungere presto alla perfetta, totale parità e che per ogni donna di qualità ambire al successo e al potere sia consentito facilmente e non continuare ad essere lo sgomitare assurdo per farsi largo che vediamo attualmente. Spero che il mio sogno si realizzi già con l'elezione del presidente USA... (la presidente...). ;-)

La Rampante ha detto...

Quante sono? Che partiti? Un bacione

Chiara ha detto...

Mia cara Rampante,
grazie per la tua prospettiva.
La Spagna è un paese che in pochi decenni ha subito dei cambiamenti impressionanti, e i risultati sono per molti aspetti assolutamente positivi.
Il tuo punto di vista da lì ci è quindi davvero utile per un paragone.
Continua così! :-)
Grazie

La Rampante ha detto...

Spero tanto di riuscire a dare un'immagine il più veritiera possibile non lasciandomi influenzare dal fatto che vivo qui e amo questo paese. Certo le cose qui non sono tutte rose e fiori e sono molti i problemi di cui i media italiani non parlano mentre i giornali spagnoli si accaniscono contro l'Italia che di certo non ha bisogno di essere attaccata, ma appoggiata, soprattutto in questo momento critico. A volte però è più facile essere distruttivi piuttosto che proporre soluzioni ai problemi. Spero tanto che il modello positivo spagnolo usato in dosi moderate e non mitizzato possa però essere un esempio positivo e spinga gli italiani a cambiare, a guardare per imparare, allontanandosi, non del tutto, ma in parte, dal vecchio e stantio tradizionalismo protezionista. L'Italia del rinascimento e del neorealismo è bella, è vero, ma ora siamo nel XXI secolo e pur senza dimenticarci delle nostre origini dovremmo tentare di guardare al futuro, se non vogliamo che tutti ci sorpassino. Pensavo che si potrebbe iniziare dalla sigla e il logo del tg che sono gli stessi da 40 anni ;-) Grazie Chiara per il tuo interessamento e la tua costante partecipazione al nostro blog. Un saluto Roberta

Silvia ha detto...

Le candidate donne per partito? in media 3/4 per lista... non di più... una cosa veramente squallida! ;-)

La Rampante ha detto...

Mamma mia!! Hai visto l'ultimo post nel sito donne manager Italia? C'è un video dove si parla proprio delle donne in politica ed è curioso (e purtroppo forse anche risaputo, ma a me sorprende sempre) quello che dice Luciano Anelli: quando in politica si propone una donna, la prima domanda è, ma è brava? Mentre per un uomo non si chiede nulla...C'è ancora così tanto da fare!

Silvia ha detto...

Lo scandalo sta proprio in questo: su una donna si DUBITA SEMPRE delle sue potenzialità (anche quando è brava in maniera lampante), mentre degli uomini NON si dubita mai di loro anche quando sono INCAPACI, INETTI, DEGENERATI in maniera lampante... io le chiamo le quote carta carbone: ovvero tutti uguali, tutti incapaci!!! Io penso che noi donne dovremmo sostenere e votare solo donne... se non le votiamo remiamo contro l'affermazione del nostro stesso genere... Un bacio, ragazze! ;-)