sabato 14 giugno 2008

Per la bellezza autentica

La bellezza è un elemento importantissimo e con essa lo sforzo impiegato per raggiungerla. Anche se (per fortuna) non si tratta dell'unico parametro di giudizio, l'aspetto fisico rimane pur sempre il biglietto da visita che una persona consegna al suo interlocutore durante i primi minuti di conversazione. Ovviamente ad aiutare il prossimo a formarsi una prima buona impressione su noi stessi non sarà solo la bellezza del corpo, ma l'insieme di tutti gli elementi visivi e auditivi da noi prodotti, tra cui i movimenti, i silenzi, le risate, l'abbigliamento e certamente le nostre conversazioni (il cui effetto voglio continuare a credere sia quello decisivo). Nonostante ciò, la bellezza fisica è, chissà perché, uno di quegli elementi, innati e difficilmente plasmabili, su cui la maggior parte delle esponenti del genere femminile (e maschile sempre più spesso) continua a puntare tutte le energie ma anche le frustrazioni che, generate dal mancato raggiungimento dei propri modelli televisivi, sono tali da spingere giovani e meno giovani ad operazioni chirurgiche rischiosissime. 
Il gusto per un corpo "perfetto" deriva sicuramente dal desiderio istintivo che tale perfezione alimenta. L'uomo e la donna sono affascinati dalla bellezza, qualità capace di generare attrazione e spingere all'unione, ma la scelta tra il bello e il brutto non è guidata solamente dalla soggettività: al giorno d'oggi i gusti personali sono plasmati dalla cultura e dall'educazione, da ciò che viene definito attraente dai media, dall'opinione pubblica e dalle pubblicità capaci di intuire i bisogni della massa e abili al momento di sfruttare i desideri della gente, riuscendo ad esasperarli nel pubblico a cui si rivolgono per ottenere profitto. Molti concordano nel giudicare Sofia Loren una bella oggettiva e Anna Magnani una donna che può piacere o no, e quante volte abbiamo sentito la frase Brad Pitt, sì, è bellissimo, però a me non piace. Espressioni che fanno riflettere. Se Brad Pitt non accende la fiamma dell'attrazione (non è il mio caso) perché si continua a sostenere la bellezza dell'attore? Qual è il motivo per cui continuiamo a vederlo bello anche se non ci attrae e non ci piace personalmente? L'idea di oggettiva apparenza piacevole non è altro che il gusto imposto dalla cultura attuale, e la prova è che ogni epoca ha avuto la sua bellezza "oggettiva". 
Venere, la Dea dell'amore, per Botticelli era una donna dai capelli lunghissimi e dalla pelle bianchissima, in completa dissonanza con l'idea femminile di Coco Chanel (sono certa che quest'ultima avrebbe raffigurato Venere su una spiaggia dorata e con la pelle morena); Rubens descrive la perfezione delineando le forme morbide delle Tre grazie (seguendo i nostri canoni, tre donne tendenti al sovrappeso cellulitico). In Birmania la bellezza di una donna era misurata dalla lunghezza del collo - qui un articolo - e in Cina dalla dimensione dei piedi, belli solo se piccolissimi, un bene prezioso che solo il marito poteva toccare - qui un articolo - (le nostre modelle di 1 metro e 90 d'altezza e con il 41 di scarpe sarebbero state dei mostri inguardabili destinate alla "zitellaggine" mentre oggi, per la nostra cultura, non sarebbe certo la bellezza dei piedi a frenare le passioni).  Le gambe sottili e snelle sfoggiate sulle passerelle sono state in passato l'elemento di riconscimento principale all'ora di distinguere una buona schiava, mentre le gambe grassottelle, proprie delle donne ricche, erano considerate le più attraenti secondo il gusto raffinato. Risulta interessante che al nord dell'Europa una giovane donna con lineamenti del sud e capelli neri abbia spesso un grande successo con l'altro sesso e che, curiosamente, al sud dell'Europa una donna ottenga lo stesso effetto se bionda e con gli occhi azzurri. Insomma, l'idea di bellezza cambia da stato a stato e anche da un'epoca all'altra. Per la prima volta però,  è innegabile ammetterlo, nel nostro secolo si promuove una bellezza che sfiora, e a volte addirittura oltrepassa, la linea della malattia trasformando l'immagine della salute quasi in un difetto. In genere le pubblicità non fanno che promuovere la ricerca della magrezza estrema anche se ci sono eccezioni: pubblicità degne di essere pubblicizzate. 
Mi riferisco alla campagna, ormai conosciutissima in tutto il mondo e amatissima da tutte, promossa dalla Dove. Per la bellezza autentica, è questo lo slogan geniale che i pubblicitari hanno saputo creare e trasmettere. Scavando tra i desideri delle donne, stanche di un modello di bellezza, quello del XXI secolo, in cui per l'ennesima volta il corpo femminile tende alla distruzione, questa squadra fantastica è stata capace di esaltare le qualità naturali. Lo scopo di questa citazione publicitaria è rendere omaggio a tale estro creativo, per una volta favorevole al nostro sesso, capace di creare profitti in modo costruttivo, non demolitore. Ripropongo un frammento della campagna Dove con questo video che vale la pena vedere.

2 commenti:

Silvia ha detto...

Credo che la bellezza sia un concetto talmente vasto che non basterebbero secoli e secoli per indagarlo tutto! E credo che bellezza possa essere definita qualsiasi cosa: magrezza come "grassezza", pelle chiara o scura, altezza o "bassezza" e via dicendo; non penso che esista un canone universalmente riconosciuto che sia giusto applicare a tutti i costi! La bellezza va ricercata, negli altri e in noi stessi, per quella che è, per come naturalmente si presenta... Credo che l'umanità abbia sprecato (e spreca ancora) secoli dietro alla ricerca di un determinato canone di bellezza, solo quello che aveva in testa, tanto da smarrire la diversità, la varietà di altri tipi di bellezza altrettanto belli... o forse anche di più! E questo oltre ad essere un errore è pure triste!

Perciò, è vero, la bellezza autentica, senza compromessi, "nature" è la cosa migliore che ci sia!!!!

Anche perchè, la bellezza è nell'occhio di chi guarda, o no??!! ;-))

La Rampante ha detto...

Assolutamente sì! Concordo pienamente ;-)