giovedì 27 marzo 2008

Vaccinazione contro il tumore al collo dell'utero: una svolta epocale

Parliamoci chiaro: se siamo fortunati pochissime volte nella nostra vita sentiremo dire da un medico che siamo di fronte ad una svolta epocale. Per questo, quando nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sezione sanremese della Lega Tumori ho sentito il dottor Claudio Battaglia pronunciare queste parole ho addrizzato immediatamente le orecchie. La svolta epocale a cui il medico si riferiva era legata alla vaccinazione per il 'HPV (Human Papilloma Virus) virus che causa la maggior parte di tumori all'utero, unico cancro di origine virale e che ogni anno fa migliaia di vittime in tutto il mondo. L'efficacia del vaccino contro il pappilloma virus è stata accertata contro il 70% dei tumori che colpiscono l'utero, il che significa che il vaccino abbinato alla prevenzione e l 'indispensabile abitudine di sottoporsi una volta all'anno al pat test, segna lo scacco matto contro una patolgia subdola che uccide ancora troppe donne. In poche parole, forse tra una manciata di decenni il tumore all'utero potrà dirsi definitivamente sconfitto. Il vaccino purtroppo è efficace solo nelle donne fino a 26 anni e proprio in questi giorni molte Asl (tra cui quella della provincia d'Imperia per le Nannarelle residenti nel ponente ligure) hanno avviato una campagna di vaccinazione gratuita per le bambine nate nel 1996 e nel 1997. Nei prossimo giorni alle famiglie delle adoloscenti sarà inviata una lettera che spiega i benefici del vaccino e fissa direttamente l'appuntamento con un medico. Dopo tanti casi di malasanità ogni tanto una bella notizia fa bene al cuore...Per le altre ragazze fino ai 26 anni la vaccinazione è a pagamento e il costo totale (non certo irrisorio) si aggira per il momento attorno ai 400 euro ma, detta tra noi, è meglio comprare un cellulare in meno alle nostre figlie, sorelle e nipoti ma preservare la loro salute. Bisgogna però dire che è prevista un offerta a prezzo agevolato per le donne tra i 13 ed i 26 anni, con ulteriore priorità alle ragazze tra i 13 ed i 18.
Come ricordano i medici dell'Asl il papilloma virus è responsabile di un'infezione molto frequente tra le donne sessualmente attive: la maggior parte di esse si infetta almeno una volta nella vita. Alcuni tipi di HPV sono ritenuti i principali responsabili del cancro della cervice uterina. Si stima che 50 donne su 100 vengano a contatto con HPV del tipo ad alto rischio oncogeno (tipi 16 e 18). I virus appartenenti ai gruppi 16 e 18 sono responsabili di poco più del 70% dei tumori del 
collo dell'utero. Fortunatamente solo una piccolissima percentuale di esse, a distanza di molti anni dall'infezione, potrà sviluppare un tumore della cervice uterina.
Per approfondire l'argomento sono a disposizione documenti e siti istituzionali:
www.liguriainformasalute.it
www.ministersalute.it
www.emea.europa.eu
www.apel-pediatri.it
www.epicentro.iss.it

2 commenti:

Silvia ha detto...

E' vero: si tratta veramente di una svolta epocale! Speriamo davvero che il cancro al collo dell'utero possa venire debellato al più presto.

PS: i miei complimenti per il vostro blog veramente sensibile e attento per quanto riguarda i temi femminili! ;-)

Sarina ha detto...

Grazie silvia,grazie per i tuoi commenti e per l'attenzione che stai dimostrando verso di noi. Mi raccomando leggici sempre. un bacio